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Marketing • Comunicazione • Design

Marketing Design Comunicazione

By Lever Plan 4 ottobre 2015 09.57

La sinergia tra marketing design e comunicazione è funzionale al successo del prodotto

Il marketing tra le sue varie funzioni “individua” anche le complessità e gli ostacoli che rendono difficile “vendere” secondo i bisogni di bilancio aziendali.

Il marketing si occupa anche di mettere correttamente in comunicazione l’offerta con la domanda e viceversa; si prefigge anche di intercettare la domanda e di rispondere in modo convincente …talmente convincente che il prodotto o servizio in questione risulta essere il preferito. Un prodotto o servizio non può affidare alla sola comunicazione l’obiettivo di farsi apprezzare dal mercato; la comunicazione ha il compito di attirare l’attenzione, di parlare ai consumatori in modo credibile, di presentare il prodotto nella sua veste migliore. Il prodotto / servizio deve però avere una bella veste, deve “essere” quell’entità che si dice o meglio quell’entità che il cliente cerca. Il prodotto che “ha”, il prodotto che “è”, il prodotto che “merita” è un prodotto pensato e ralizzato bene, senza compromessi, con passione, pensando ai consumatori …piuttosto che alla propria gratificazione. Il design ha il compito di stabilire forma e sostanza dei prodotti; ma in questi compiti non può essere lasciato solo: anche il marketing deve andare in aiuto del design. Se marketing e design “collaborano” non può che nascere un prodotto migliore, un prodotto più facilmente vendibile.

A cura di Eugenio Tocchet

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Marketing e comunicazione

By Lever Plan 30 settembre 2015 13.04

Dal marketing e dalla comunicazione l’azienda si aspetta “idee per vendere di più e meglio”

I bisogni delle aziende si focalizzano sempre di più attorno a vendite e necessità di far “quadrare il bilancio”. La grande offerta di ogni sorta di prodotto o servizio e la conseguente tendenza alla “saturazione” di molti mercati rendono più problematico il raggiungimento degli obiettivi di fatturato necessari all’azienda per conservare un buon stato di “salute”.

La creatività, ingrediente storico della comunicazione e del marketing, è chiamata ad estendere i suoi confini; non è più sufficiente trovare una bella idea che aiuti a comunicare, a fare in modo che la comunicazione si differenzi, che sorprenda per originalità. Alla “nuova creatività senza confini” sostanzialmente si chiede di contribuire fattivamente, ed in tempi rapidi, alle vendite …così necessarie all’azienda per raggiungere i suoi obiettivi di bilancio. Le aziende hanno bisogno di idee per vendere di più e meglio, di prevalere sulla concorrenza, dal momento che gli spazi del consumo sembrano essersi ristretti. Si assiste insomma ad una sorta di competizione commerciale dove i più “deboli” rischiano di soccombere. Dal punto di vista etico ciò potrebbe risultare addirittura cinico; in ogni caso purtroppo è una realtà difficile da evitare, anche se non è per nulla tranquillizzante per gli operatori economici. Fortunatamente le idee che si possono mettere in campo, relativamente a marketing e comunicazione, non sono solo di natura competitiva nei confronti dei concorrenti; in alcuni casi possono dare vita a nuovi prodotti, a nuovi servizi, a nuovi benefici e quindi a nuovi mercati. Per lavorare tutti, per lavorare bene, per competere senza “dichiarare guerra” ai concorrenti, per espandere i mercati ed i consumi comunque all’interno di uno sviluppo sostenibile e quindi etico, non c’è che un modello produttivo e di crescita capace di assicurare i migliori risultati: non limitarsi ad ascoltare i bisogni dei consumatori ma indagare fino a scoprire anche le aspettative nascoste e latenti, impiegare la migliore creatività, quella “senza confini”, per ideare nuovi prodotti e nuovi servizi proprio in risposta alle aspettative emerse e per comunicare queste “nuove e migliori soluzioni” che possono a loro volta migliorare veramente la qualità della vita. Questo è il ruolo del marketing e della comunicazione, non solo di oggi ma di sempre.

A cura di Eugenio Tocchet

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Agenzia pubblicità e marketing

By Lever Plan 15 luglio 2015 15.23

Nuove competenze, professionalità e opportunità per le agenzie di pubblicità e marketing in tempo di crisi

Le difficoltà economiche o di mercato che interessano diversi settori merceologici potrebbero non riguardare le agenzie di pubblicità e marketing a patto che le stesse sappiano ri-proporsi offrendo una gamma di servizi che tengano conto dei nuovi scenari competitivi, e delle nuove difficoltà che le aziende stanno oggi incontrando. Per le aziende in genere è più difficile realizzare business soddisfacenti sotto il profilo della redditività e della facilità operativa. Competere ogni giorno, innovare continuamente, dare risposte in tempi rapidi a esigenze nuove del mercato non rendono agevole l’operato dell’azienda, indipendentemente dal settore d’interesse. Essere costantemente al passo con i tempi richiede risorse cospicue sia sotto il profilo umano che economico; in altre parole se occorre investire di più gli utili aziendali, a parità di fatturato realizzato, tendono a comprimersi. I nuovi prodotti, più performanti e con maggiori argomenti di vendita, richiedono investimenti. Lo stesso vale per la formazione costante degli addetti, al fine di poter contare sempre sulla migliore professionalità. Insomma ci sono per le aziende ancora ottime opportunità di business, dal momento che le persone (che compongono il mercato) hanno fortunatamente ancora tanti bisogni da soddisfare, anche se per coglierle in molti casi si rende necessario imboccare una strada diversa. L’agenzia di pubblicità e marketing deve accompagnare l’azienda lungo questa nuova strada e le opportunità più interessanti per l’agenzia coincidono proprio con le nuove insidie celate dalla nuova strada. Spesso una nuova strada significa un nuovo prodotto o un nuovo servizio, nuovi e più appetibili argomenti di vendita che a loro volta richiedono una nuova comunicazione. In altri casi la nuova strada può consistere in un nuovo modello distributivo, ad esempio nuovi agenti e nuovi punti vendita oppure in una nuova politica di marketing. Insomma il “nuovo” rappresenta eccellenti opportunità di lavoro anche per l’agenzia di pubblicità e marketing. Le competenze professionali di quest’ultima tendono ad allargarsi; c’è bisogno della ricerca di mercato, dell’individuazione delle reali aspettative di un determinato segmento di mercato, dell’individuazione degli argomenti di vendità maggiormente efficaci, di una comunicazione multimediale offline e online, di un’accresciuta competenza di marketing e di web marketing. In altre parole i mercati più competitivi si conquistano con la conoscenza approfondita degli stessi (ricerca e analisi), con la capacità di coadiuvare l’azienda cliente nella messa a punto delle proposte commerciali (soluzioni che contengano ineccepibili argomenti di vendita) fatte pertanto di prodotto/servizio ma anche di comunicazione integrata e multimediale a tutti gli effetti. Più l’agenzia di pubblicità e marketing riesce a dialogare con l’azienda cliente a 360°, più riuscirà anche ad operare a 360°, migliorando così anche le proprie possibilità di offrire più servizi integrati tra loro.

A cura di Eugenio Tocchet

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Etica - economia - marketing

By Lever Plan 29 maggio 2015 09.47

Sogni di benessere sostenibile: la nuova economia

E se provassimo a cambiare strada? A pianificare una nuova economia e un nuovo benessere ecocompatibile?

I paesi più industrializzati per consolidare o addirittura per sviluppare l’economia hanno bisogno di produrre beni e servizi in quantità sempre maggiore, fino a far collassare il pianeta sotto il negativo impatto dei rifiuti e dell’inquinamento. E poi anche i consumatori non possono “consumare” sempre di più all’infinito; la giornata è fatta sempre di ventiquattro ore ed i bisogni reali, anche volendo, non sono espandibili nella misura che la crescita economica richiederebbe. È anche facile prevedere che prima o poi gli esseri umani vorranno riappropriarsi del proprio tempo, del tempo necessario per assaporare il piacere della vita, del tempo che non “vola più incontrollato” ad andatura frenetica fino a perderne la percezione. Queste premesse non stanno a significare che non ci sono possibilità future di ulteriore sviluppo economico; un nuovo benessere più reale, duraturo e sostenibile può essere alla portata di quanti sono pronti ad intraprendere nuove iniziative in questa più virtuosa direzione. Le nuove linee guida dovrebbero contemplare il totale rispetto dell’ambiente, totale e non parziale perché potrebbe rivelarsi catastrofico alterare progressivamente fino all’irreversibilità gli equilibri della natura; dovrebbero contemplare la ricerca di un vero  benessere psicofisico; dovrebbero mirare anche ad una maggiore felicità e appagamento spirituale dell’uomo. È vero che l’economia per crescere in modo diffuso deve poter in qualche modo contare su una crescita diffusa dei consumi. Consumi che non devono necessariamente essere incompatibili con la tutela ambientale. L’uomo ha una lunga serie di bisogni la cui soddisfazione può tranquillamente avvenire all’insegna dell’ecologia più radicale e quindi del tutto in sintonia con i delicati equilibri naturali. Da questi principi può nascere una nuova era del benessere, giusta e finalmente duratura, della quale non doversi poi pentire in futuro. Le idee, l’operosità e l’entusiasmo degli uomini possono manifestarsi e concretizzarsi in direzione di un nuovo modo di vivere, che mette al primo posto la conservazione del pianeta per non compromettere la salute nonché la possibilità di vita stessa, e al contempo possono contribuire a scoprire e attuare nuove forme di progresso finalizzate a combattere l’ignoranza, la povertà, la malattia, il dolore, la fatica, il disagio, l’infelicità.  La prima di queste opportunità (che forse è una necessità) riguarda la produzione di cibi di qualità, meglio se biologici e quindi sani; la qualità dell’alimentazione ha una diretta ripercussione sullo stato di salute e di benessere dell’uomo e riveste pertanto un’importanza notevolissima. È vero che attualmente non c’è ancora una sensibilità diffusissima su questo argomento; ma è compito di chi è lungimirante ed intraprendente capire le potenzialità di un mercato di grande valore, anche se al momento ancora piccolo. La bioarchitettura e la bioedilizia rappresentano la seconda di queste nuove opportunità di crescita economica. Esse non si limitano alla costruzione degli edifici in genere. Riguardano sicuramente anche i sistemi di riscaldamento che sfruttano la legna e l’energia solare, riguarda anche nuovi sistemi per la produzione di energia elettrica che utilizzano a loro volta fonti di energia rinnovabile quali il sole, il vento, l’acqua.  Vivere in una casa sana non dovrebbe essere un privilegio riservato a pochi ma un obiettivo comune raggiungibile da tutti. I sistemi di locomozione con motore elettrico o ad idrogeno, o comunque a basso inquinamento, sono un’altra opportunità di business, anche se riguarda solamente grandi aziende di settore. Anche l’aria pulita, l’unica che dovremmo respirare, richiede una radicale inversione di tendenza rispetto alle abitudini consolidate; questo valore indispensabile alla vita, anche se disponibile gratuitamente, può diventare indirettamente fonte di business. Per garantire un’aria pulita si renderanno necessari tanti accorgimenti e l’utilizzo di tecnologie intelligenti la cui produzione può tramutarsi in opportunità economiche per molte persone. Il turismo, l’intrattenimento, l’arte e la cultura possono diventare la prima opportunità economica in molte nazioni del mondo, contribuendo a creare così nuovi posti di lavoro e quindi ulteriore benessere economico. Anche la domotica, ovvero la casa automatizzata in grado di offrire a chi vi abita tutta una serie di servizi per migliorare la qualità della vita, può avere un grande futuro. Il nuovo consumismo dovrebbe essere di tipo “sano ed intelligente”; non dovrebbe pertanto più avere un impatto negativo sull’ambiente. Inoltre potrebbero affermarsi sia una crescente domanda di benessere intellettuale che una maggiore domanda di nuovo e più oggettivo appagamento psichico.  Pochi esempi sono sufficienti a farci capire che c’è tutto un nuovo mondo da costruire, un nuovo futuro da sognare. E il sogno è la speranza, l’energia che anima le imprese, il motivo per cui si agisce. Senza il sogno, l’obiettivo, il desiderio, si spegne l’entusiasmo e la voglia di fare, ci assale l’apatia ed il pessimismo. Il sogno dà senso alla vita; nel realizzarlo si compie parte della nostra missione. Il sogno non è qualcosa di egoistico; spesso la sua realizzazione crea condizioni migliori anche per gli altri. Fare qualcosa di utile per gli altri esseri umani, qualcosa che possa aumentare il loro grado di benessere, non rappresenta solamente un’attenzione verso il prossimo ma è la strada maestra per raggiungere traguardi di appagamento personale, quindi anche sotto il profilo economico. La ricchezza in molti casi altro non è che una grande capacità di inventare, realizzare e vendere prodotti o servizi utili al prossimo. Più questi prodotti o servizi verranno richiesti, più aumenteranno le possibilità di arricchimento economico. E la richiesta viene alimentata da un’offerta – proposta convincente. La comunicazione leale, veritiera, corrispondente cioè ad effettivi benefici, assumerà sempre più un ruolo determinante nell’economia degli anni a venire. Pensare alla soddisfazione dei bisogni altrui, quelli la cui soddisfazione genererà reale benessere e felicità, è sicuramente un buon modo per iniziare a fare impresa; soddisfare questi bisogni è la chiave per sviluppare e consolidare l’impresa stessa. Ai pessimisti sul futuro dell’economia è bene ricordare che l’uomo in genere è ben lontano dall’aver soddisfatto tutti i suoi bisogni, soprattutto quelli veri, molto legati alla sua natura più profonda, e su questo dato di fatto dovrebbe fondarsi la nuova strategia del benessere economico. Comprendere fino in fondo questi bisogni, comprenderli anche nelle sfaccettature psicologiche e sociologiche, rapportare questa comprensione e la relativa soddisfazione con un principio inderogabile quale la salvaguardia dell’ambiente nel senso più esteso è il compito che spetta ai politici, agli organi di governo, agli imprenditori e a tutti gli esseri umani, nessuno escluso. Una nuova era di creatività e ingegno veramente costruttiva può profilarsi nell’immediato futuro; nuovi orizzonti fatti di positività, di vera intelligenza e buon senso attendono il genere umano se finalmente saprà mettere da parte quella stupidità che non gli fa onore, quella limitatezza di vedute che ha generato, in molti casi, anche una grande quantità di autolesionismo. All’interno di questo apparente vincolo ambientale ed etico, che altro non è se non necessario buonsenso, sarà possibile progredire nella direzione giusta, senza per contro dover far dei passi indietro dal punto di vista esistenziale. Nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi business possono ispirarsi con successo a questi valori. Non c’è crisi per le aziende o per il lavoro se c’è consapevolezza che gli esseri umani non hanno smesso di avere dei bisogni, dei desideri, dei sogni da realizzare. Riprogettare il futuro, facendo tesoro di tutte le esperienze passate, siano esse positive o negative, potrà risultare sicuramente appagante. La consapevolezza di essere sulla strada giusta, di essere in pace con l’universo e con le sue leggi saprà sprigionare un rinnovato entusiasmo per questa straordinaria esperienza che è la vita.

A cura di Eugenio Tocchet

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Corsi di vendita / Tecniche di vendita

By Lever Plan 10 aprile 2015 10.44

Tecnologia, psicologia e cultura per affinare le tecniche di vendita del futuro

Gli operatori economici dei vari settori merceologici avranno sicuramente la percezione che qualcosa è cambiato sulla strada del business. Si parla di crisi economica, di crescenti difficoltà a vendere i propri prodotti e servizi, di concorrenza eccessiva, di ridotta capacità di spesa dei consumatori. Tutto vero, ma non basta la constatazione dei problemi per risolverli, così come la presenza di problemi non significa che non si possa invertire la tendenza.

Chi produce e chi vende può ritenere legittimo e naturale motivare le difficoltà quotidianamente riscontrate con il minore potere d’acquisto delle famiglie, insomma con la crisi. Ma la crisi dovrebbe, o potrebbe, avere anche dei responsabili, intendendo per responsabilità un ruolo di complicità, di accondiscendenza, di mancata lungimiranza, di sfiducia. Ai risultati economici di una nazione concorrono molteplici fattori: l’operato delle forze politiche e di governo, delle aziende e di altri operatori economici, della libera iniziativa dei cittadini. Il benessere economico, e non solo economico, è sicuramente il sogno di molti; allo stesso tempo è anche un’opportunità a disposizione di tutti. La vita ci insegna che qualsiasi risultato è solitamente frutto di un’idea giusta, di impegno intellettuale, di lavoro anche intenso. È frutto di azioni di conquista piuttosto che di azioni di difesa. L’azione di conquista, ovviamente relativa al raggiungimento di obiettivi legittimi, è per sua natura conseguenza di un modo di pensare possibilista; l’azione di difesa è conseguenza di un modo di pensare negativo, condizionato dalla paura di perdere e di non riuscire. Anche dentro le peggiori difficoltà si può quindi dedurre che una possibilità per guardare avanti esiste sempre, che una strada da percorrere c’è comunque e che abbattersi non sarebbe di alcun aiuto. Chi oggi si occupa di “vendere” vive con grande coinvolgimento tutti questi aspetti, facenti parte della realtà economica o meglio ancora della realtà della vita. Davanti a sé ha un’importante via da percorrere, che è anche la più percorribile in quanto è quella che può dare i migliori risultati di vendita. È una via disseminata di professionalità all’ennesima potenza, di conoscenza del mercato e dei prodotti, di metodo, di utilizzo intelligente delle vecchie e nuove tecnologie. Il percorso di vendita ideale, quello che parte dal desiderio di vendere del venditore e termina con l’acquisto da parte del consumatore, può contare oggi su due alleati determinanti: una serie di strumenti che comprende anche internet e l’ottimale utilizzo degli stessi. In altre parole strumenti e tecniche di utilizzo possono realmente fare la differenza, possono diventare la chiave di volta capace di aprire molte porte in più, per aprirle anche meglio. Costituiscono gli strumenti per vendere il prodotto/servizio, gli argomenti di vendita reali (non quelli presunti), la comunicazione nelle sue molteplici articolazioni. Fin qui nulla di nuovo; da sempre quanto elencato costituisce, in linea di principio ed in senso generale, gli strumenti di vendita a disposizione di ogni venditore. Le novità stanno nei dettagli, nei modi, nelle diverse facce, nelle nuove facce riconducibili agli strumenti stessi. Partiamo da una constatazione: vendere non è più cosa semplice e per questo acuirsi delle difficoltà serve una maggiore efficacia delle azioni per sperare di raggiungere obiettivi di vendita soddisfacenti. E l’efficacia parte da lontano, parte dal prodotto, vero inizio di una storia di successo. Quello del prodotto è un capitolo ampio; limitiamoci per ora a precisare che il “prodotto giusto” è quel prodotto che dà risposte vere a bisogni veri, che nasce in risposta dei desideri, delle aspettative, delle paure dei consumatori. I prodotti vincenti hanno dentro di sé una grande quantità di fine psicologia, di altruismo, di voglia di creare benessere per il consumatore. I futuri prodotti di successo hanno più probabilità di nascere da una mentalità benefattrice che da una mentalità opportunistica; lo stesso vale per le future aziende di successo. L’etica avrà un ruolo sempre maggiore, anche nelle attività economiche. Se il prodotto è etico e dà risposte efficaci ai bisogni dei consumatori è un prodotto con forti argomenti di vendita; è un prodotto con un elevato potenziale di vendita, e questo è solo il primo passo. Perché ci sia acquisto ci deve essere percezione di valore, di beneficio, di vantaggio rispetto ad altri prodotti. Ed è qui che entra in ballo la comunicazione, che deve continuare ad essere creativa per attirare l’attenzione, ma deve diventare anche estremamente “informativa” per convincere a mente fredda. Nella comunicazione del futuro l’emotività deve essere affiancata dalla razionalità e dalla conoscenza. Consumatori colti pretenderanno prodotti colti, venduti da venditori colti che lavorano per aziende colte. Rimane da esaminare ancora un aspetto di fondamentale importanza in riferimento alle vendite: il numero dei contatti con i possibili clienti. È questo, solo in apparenza, un aspetto quantitativo, in linea con il principio che “più clienti potenziali verranno a conoscenza dei vantaggi che un determinato prodotto può garantire, più il prodotto sarà acquistato”. Anche la quantità di contatti con il mercato, la quantità di diffusione dell’informazione dipendono da precise strategie operative, da azioni di vendita attuate anche con l’ausilio delle nuove tecnologie informatiche. Internet, con la sua planetaria visibilità potenziale, con la possibilità di contattare anche ad uno ad uno i consumatori, inviando loro messaggi di posta elettronica, o newsletter, purché pertinenti con le attitudini del destinatario e non generalisti, rappresenta una terra di conquista immensa. Internet, con tutti i suoi rischi peraltro comuni a tante altre innovazioni o tecnologie anche consolidate, se ben utilizzato può affiancare il venditore moderno, lo può coadiuvare, può diventare un fidato collaboratore/promotore del venditore stesso e dell’azienda. Perché ciò avvenga, un sito internet con tali “ambizioni”, ha bisogno di essere governato con politiche di marketing e web marketing opportune e sinergiche.

A cura di Eugenio Tocchet

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Web agency e sito web ecommerce

By Lever Plan 8 aprile 2015 09.38

Siti web ecommerce, ben oltre i tradizionali siti realizzati da una web agency

In apparenza un sito di ecommerce sembra a tutti gli effetti un normale sito… anche se abilitato ad effettuare transazioni economiche online. Quest’ultima peculiarità è possibile con l’utilizzo di una piattaforma tecnologica dedicata; rispetto quindi ad un normale sito, un sito per il commercio elettronico necessita di una sua tecnologia specifica al fine di rendere possibili i pagamenti con i vari sistemi in uso. Lever Plan, divisione web agency, realizza siti ecommerce ad elevate prestazioni: comunicazione molto persuasiva e posizionamento ai primi posti nei motori di ricerca.

La nostra web agency è cosciente che le complessità di un sito ecommerce non ammettono "leggerezze di sorta" pena la... non vendita. Le diversità importanti non stanno nelle differenti architetture tecnologiche dei siti web in questione, anche se da questo punto di vista una differenza c’è. Ogni prodotto, ogni azienda può avere un sito internet per la comunicazione esterna; un sito di ecommerce si addice solo ad alcuni prodotti, ad alcune aziende, ad alcuni mercati, ad alcune strategie commerciali. Un sito per il commercio elettronico è “una rete vendita autonoma”, è l’asse più importante di un’azienda con finalità spiccate di e-business. In altri termini un sito web tradizionale va bene per tutte le attività economiche, per tutte le aziende, per tutti i prodotti o servizi; un sito di commercio elettronico solo per quei prodotti o servizi vendibili con successo in internet. Questa “vendibilità” non è certamente un fatto stabile nel tempo; è suscettibile di variazioni, anche notevoli, in funzione di un determinato periodo storico o di una strategia di e-business più o meno vincente messa a punto dall’azienda per un determinato mercato di riferimento. L’ecommerce può avere davanti a sé un futuro molto promettente se le aziende interessate sapranno creare argomenti di vendita esclusivi a beneficio di un acquisto fatto online piuttosto che un acquisto tradizionale. Elementi su cui lavorare ce ne sono fin troppi e le aziende con un potenziale di e-business farebbero bene a prenderli in considerazione, meglio se con un certo anticipo sulla “maturazione del mercato”. L’ecommerce di successo può trarre fondamento sia da alcune problematiche della distribuzione tradizionale, inerenti diversi settori merceologici, che da peculiari opportunità esclusive di questa particolare forma di transazione. Problemi che in qualche modo rendono più difficile la vendita possono essere i seguenti: la difficoltà da parte dei venditori (commessi, agenti di commercio, ispettori vendite, ecc.) ad aggiornarsi continuamente sui tanti e nuovi prodotti, a conoscerne nel modo opportuno tutte le caratteristiche tecniche e funzionali, a padroneggiare con autorevolezza gli argomenti di vendita, a cogliere i reali bisogni del possibile cliente fino a farne un’efficace leva commerciale, ad apparire allo stesso cliente professionale e convincente, ad essere in ogni circostanza un vero consulente e per di più credibile, ad utilizzare di volta in volta le tecniche di vendita più appropriate, ecc. Da queste considerazioni appare evidente che non è per nulla semplice comportarsi sempre da “venditore perfetto” e che pertanto molte opportunità di vendita possono sfuggire. Nemmeno la vendita online è priva di insidie e difficoltà;anzi essendo il commercio elettronico sostanzialmente ancora una novità non perfettamente rodata, tali difficoltà appaiono addirittura enfatizzate rispetto alla vendita tradizionale e i web designer della nostra web agency ne sono consapevoli. Allo stesso tempo però l’ecommerce, anche se condizionato dalle problematiche generali della vendita, ha un grande potenziale di crescita per delle ragioni del tutto oggettive, legate alle peculiarità di questa forma di transazione. Un sito di ecommerce, soprattutto se è frutto di un progetto molto oculato, potrebbe in teoria rappresentare il “venditore perfetto” in quanto è potenzialmente in grado di dare tutte le informazioni necessarie all’acquisto (basta alimentarlo con contenuti opportuni ed esaustivi). Un sito di ecommerce o di e-business, se progettato e realizzato a regola d’arte nonché implementato a regola d’arte in base ai dati statistici che via via emergono, è in grado di sapere tutto sui prodotti in vendita, sugli utilizzi più appropriati degli stessi, sulle nuove richieste del mercato, sugli argomenti di vendita e sui benefici per il consumatore: un sito è più facile da “formare e da acculturare” rispetto ad un venditore in carne ed ossa o rispetto ad una rete vendita; è il risultato di un progetto mirato e di una continua evoluzione che prende spunto dall’analisi dei comportamenti dei navigatori all’interno del sito di ecommerce stesso. Un sito web di ecommerce può essere continuamente perfezionato dalle tante persone che ci lavorano attorno; un venditore spesso è da solo davanti al cliente e alle difficoltà di vendita che di volta in si manifestano; per giunta tutto il “sapere utile alla vendita” lo deve acquisire in prima persona. In altre parole un sito di commercio online non è soggetto a sbalzi di umore, all’emotività, all’indolenza, alla fatica, ai vuoti di memoria, al peso psicologico del contatto di vendita. Tutto questo non significa che un sito di ecommerce o che il commercio online siano operazioni facili, alla portata di chiunque e dal successo garantito. Significa semplicemente che scegliendo i prodotti giusti, individuando il mercato giusto, facendo in modo che l’acquisto online risulti vantaggioso rispetto all’acquisto tradizionale (in quanto si saltano dei passaggi distributivi e la logistica non lo penalizza), comunicando in modo impeccabile, dando una concreta garanzia di “soddisfatti o rimborsati”, il commercio elettronico può avere un grande avvenire. Lo stesso dicasi per le aziende, che prima di altre, lo praticano. In conclusione il successo dell’ecommerce si basa su prodotti di indubbia qualità, meglio ancora se con caratteristiche di esclusività che giustificano la vendita online, su una logistica che ne rende competitivo il prezzo, sull’utilizzo di tecniche di vendita raffinate, facilitate dalla “scientificità” della rete. Rivolgiti alla nostra web agency se desideri un approccio professionale all'ecommerce... il sito web che va oltre il sito web.

A cura di Eugenio Tocchet

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Comunicazione d’impresa

By Lever Plan 2 marzo 2015 13.19

Nelle aziende persone e strumenti vari comunicano.
Ma per vendere con successo come, e cosa, conviene comunicare?

L’azienda inevitabilmente e a modo suo comunica con l’esterno, con i possibili clienti. Può farlo bene o male, può farlo con i suoi venditori, con la pubblicità, con le fiere, con il catalogo, con il listino, con le PR, con le promozioni, ecc. A sua volta la comunicazione può risultare più o meno convincente, più o meno capace di persuadere ad effettuare l’acquisto. 

La comunicazione ha pertanto un ruolo vitale per qualsiasi azienda, per ogni addetto alle vendite. Per “investire in prodotti e servizi” il consumatore ha bisogno di percepire vantaggi concreti, capaci di migliorargli la qualità della vita. Spesso questa necessità (la percezione di una serie di benefici) si rivela di non facile attuazione; ciò che viene percepito dal possibile consumatore non è così convincente da spingerlo ad “investire”, a volte lo lascia addirittura indifferente, in altre lo dissuade addirittura dall’acquistare quel determinato prodotto. L’immagine che la comunicazione veicola può quindi risultare addirittura controproducente all’azienda. Chi acquista ha la necessità di pensar bene dell’azienda fornitrice e dei suoi prodotti, ha la necessità di percepire un’immagine positiva, di percepire una convenienza, anche se soggettiva, a diventare cliente. Nei processi di comunicazione assumono sempre di più (con l’aumentare delle difficoltà di vendita) grande importanza alcune azioni da compiere ben prima di comunicare, prima del processo creativo per trovare l’idea per comunicare. Sono azioni che si prefiggono di “mettersi in comunicazione con il mercato”, in altre parole una comunicazione inversa (non dire ma capire), in altre parole si fa in modo che sia il mercato a comunicare e non viceversa. È un’operazione che deve essere condotta senza pregiudizi, senza fare in modo che i risultati debbano per forza coincidere con le proprie convinzioni, senza voler trovare a tutti i costi una conferma al proprio pensiero. “Avevo ragione io” …potrebbe rivelarsi una conclusione affrettata, un bisogno dettato dal proprio ego, non corrispondente quindi alla realtà e alle aspettative dei consumatori. Già, le “aspettative dei consumatori”, il vero punto di partenza della comunicazione d’impresa degna di questo nome. Fare in modo che il “consumatore comunichi con l’azienda”… dovrebbe essere questo il primo comandamento della comunicazione dell’azienda stessa. Conoscere il consumatore è un atto di umiltà, una scelta di campo strategica, un’opportunità impagabile, il primo passo da compiere. Potrebbe rivelarsi del tutto penalizzante ritenere che questo approfondimento non serva in quanto “si sa già tutto del cliente”. Il cliente si merita una conoscenza approfondita e delle attenzioni sensibili. E l’azienda che ha come principio prioritario la ricerca sulle aspettative del consumatore, la ricerca sui suoi reali bisogni (ma anche sui sogni, sui suoi problemi, sulle sue paure) si merita il successo sul mercato.

A cura di Eugenio Tocchet

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Industrial design

By Lever Plan 16 febbraio 2015 11.09

Il design strategico ha maggiori probabilità di creare prodotti di successo

Proviamo innanzitutto a definire il significato di design strategico. È un percorso, per la verità un po’ più lungo del normale, che porta alla progettazione di nuovi prodotti contemplando la creatività tipica del designer solamente nella fase finale del percorso stesso. E sarà comunque una fase estremamente importante in quanto conferirà il tocco finale a tutto il processo di design.

Senza questa fase creativa non ci potrà essere invenzione degna di nota. Ma altrettanto importante e determinante saranno le fasi che precederanno questo momento. Sono fasi del processo di design con le quali si “mette dentro” la testa del designer tutta una serie di informazioni, di considerazioni preliminari, di obiettivi. Il design strategico prende avvio con l’analisi delle aspettative del consumatore di riferimento (cosa vuole veramente, quali sogni ha, quali paure ha); prosegue con l’individuazione di tutti gli argomenti di vendita indispensabili (di quali elementi è composta la storia affascinante, e vera, da raccontare ai possibili clienti?); continua ancora con l’individuazione delle caratteristiche che il nuovo prodotto deve avere per poter “fare e mantenere le promesse” che il consumatore si aspetta (caratteristiche tecniche ed emotive); infine con tutti questi “vincoli” il prodotto può finalmente essere progettato. Rimane un ultimo atto da compiere: comunicare con coerenza ed efficacia al mercato per far percepire tutti gli argomenti di vendita indispensabili all’acquisto.
Il design strategico è tutto ciò e per tutti questi valori ha ottime probabilità di dar vita a prodotti veramente utili, di oggettiva qualità e giustamente desiderabili dal mercato. Perché possono realmente migliorare la qualità della vita.

A cura di Eugenio Tocchet

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Servizi di marketing strategico e operativo

By Lever Plan 25 gennaio 2015 14.48

Marketing ed etica: servono umiltà, ascolto, altruismo e voglia di risolvere

Il marketing etico ha in futuro le migliori possibilità di affermarsi, di contribuire a creare nuovi prodotti capaci di fornire benessere effettivo, di assicurare il successo alle aziende che lo applicano. Il marketing etico è fatto di verità e di onestà, di individuazione dei bisogni reali degli individui.

Non crea i bisogni partendo dai prodotti da vendere ma dà il suo prezioso apporto alla realizzazione dei prodotti giusti una volta individuati i desideri, le difficoltà, le paure delle persone o dei consumatori. Da ogni sogno, obiettivo, timore, disagio può nascere un nuovo prodotto o servizio all’insegna dell’onestà intellettuale più pura. Un prodotto o servizio con straordinarie possibilità di affermarsi e creare ricchezza per l’azienda o per il professionista che lo offre al mercato. Il marketing etico non presta ascolto alle abitudini, ai pregiudizi, alle mode passeggere. Ascolta unicamente l’uomo nel suo profondo e poi si batte e lotta per far percepire e diffondere i valori che oggettivamente possono migliorare la qualità della vita, senza creare per contro effetti collaterali negativi, che prima o dopo presenteranno il loro conto salato inficiando quel benessere tanto desiderato. I tempi sono maturi, i consumatori pure e sentono la necessità di ragionare con la propria testa, di non farsi infinocchiare da false promesse e falsi miti. I tanto decantati “qualità” e “servizio” rappresentano un valore reale solo qualora si riferiscano a prodotti coerenti con quei principi etici che possono veramente fare la differenza relativamente allo star bene. La vera qualità ed il vero servizio hanno per obiettivo il benessere delle persone, non prioritariamente o esclusivamente quello dell’azienda anche se benessere del consumatore e profitto aziendale possono coesistere senza problemi. Ed è proprio questo l’obiettivo del marketing etico che sempre di più potrà essere funzionale all’impresa e sempre di più saprà migliore le condizioni di vita dei consumatori. Un tipo di strategia marketing sulla quale le aziende farebbero bene ad investire.

A cura di Eugenio Tocchet

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